Cedolare secca: cos'è, come funziona e calcolo

Quando si decide di mettere in affitto un immobile, una delle prime domande che sorge spontanea riguarda il regime fiscale più conveniente: cedolare secca o tassazione ordinaria IRPEF? La scelta del regime giusto può fare la differenza tra una rendita davvero proficua e un investimento che non soddisfa le aspettative economiche. 
Mano che utilizza una calcolatrice vicino alla miniatura di una casa sul tavolo, concetto di cedolare secca per l’affitto

La cedolare secca rappresenta oggi una delle opzioni fiscali più interessanti per i proprietari di immobili residenziali, offrendo vantaggi concreti in termini di semplificazione burocratica e riduzione del carico fiscale. In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio cos'è, come funziona e quando conviene optare per questo regime sostitutivo. 

Cos'è la cedolare secca e come funziona

La cedolare secca è un regime fiscale sostitutivo dell'IRPEF che permette ai proprietari di immobili residenziali di pagare un'imposta fissa sui redditi da locazione. Introdotta per semplificare gli adempimenti fiscali e incentivare il mercato degli affitti regolari, questa modalità di tassazione presenta caratteristiche specifiche che la rendono particolarmente vantaggiosa. 

Il meccanismo è estremamente semplice e trasparente: invece di sommare il reddito da locazione agli altri redditi personali e applicare le aliquote IRPEF progressive, si applica un'aliquota fissa direttamente sul canone annuo percepito. Questo significa calcoli immediati e maggiore prevedibilità nella pianificazione fiscale. 

Le aliquote della cedolare secca sono: 

  • 21% per i contratti a mercato libero.
  • 10% per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa. 

Cedolare secca esempio pratico: calcolo e confronto

Per comprendere meglio la convenienza della cedolare secca, analizziamo un esempio pratico con un immobile affittato a 750 euro mensili (9.000 euro annui). 

Calcolo con cedolare secca

Contratto a mercato libero: 

  • Canone annuo: 9.000 euro.
  • Aliquota cedolare secca: 21%
  • Imposta dovuta: 1.890 euro.
  • Guadagno netto: 7.110 euro. 

Contratto a canone concordato: 

  • Canone annuo: 9.000 euro.
  • Aliquota cedolare secca: 10%
  • Imposta dovuta: 900 euro.
  • Guadagno netto: 8.100 euro. 

Calcolo con regime IRPEF ordinario

Consideriamo un contribuente con reddito personale di 35.000 euro che si aggiunge al reddito da locazione. 

Contratto a mercato libero: 

  • Reddito imponibile da locazione: 8.550 euro (95% di 9.000 €) 
  • Reddito complessivo: 43.550 euro. 
  • Aliquota IRPEF applicabile: 38% (terzo scaglione) 
  • Imposta sul reddito da locazione: circa 3.249 euro. 
  • Guadagno netto: 5.751 euro. 

 

Contratto a canone concordato: 

  • Reddito imponibile da locazione: 5.985 euro (66,5% di 9.000 euro). 
  • Imposta sul reddito da locazione: circa 2.274 euro. 
  • Guadagno netto: 6.726 euro. 
     

Il vantaggio della cedolare secca è evidente: con un contratto libero si guadagnano 1.359 euro in più all'anno, mentre con un contratto concordato il risparmio arriva a 1.374 euro annui. 

Vantaggi e svantaggi della cedolare secca

La cedolare secca offre numerosi benefici che vanno oltre il semplice risparmio fiscale, fra cui: 

  • Semplificazione amministrativa: il calcolo delle imposte diventa immediato e non richiede complesse valutazioni sugli scaglioni di reddito. Questa caratteristica è particolarmente apprezzata dai proprietari che gestiscono più immobili. 
  • Esenzione da imposte aggiuntive: scegliendo la cedolare secca si elimina il pagamento dell'imposta di registro, dell'imposta di bollo e delle addizionali regionali e comunali IRPEF. Questo significa un ulteriore risparmio che spesso non viene considerato nei calcoli iniziali.
  • Aliquote competitive: le aliquote del 21% e 10% risultano generalmente più convenienti rispetto alle aliquote IRPEF che partono dal 23% e possono arrivare fino al 43%. 

Tra gli svantaggi da considerare, invece, rientrano: 

  • Rinuncia agli aggiornamenti del canone: il principale svantaggio della cedolare secca è l'impossibilità di aggiornare il canone per tutta la durata del contratto, inclusi gli adeguamenti ISTAT. In periodi di inflazione significativa, questo limite può ridurre il vantaggio economico nel lungo termine. 
  • Impatto sull'ISEE: il reddito da cedolare secca viene considerato integralmente nel calcolo dell'ISEE, senza le deduzioni previste dal regime ordinario. Questo può influire sull'accesso a bonus e agevolazioni familiari. 
  • Perdita di detrazioni fiscali: in alcuni casi, l'applicazione della cedolare secca può comportare la perdita di detrazioni IRPEF non utilizzabili, riducendo il vantaggio complessivo. 

Requisiti e modalità di accesso alla cedolare secca

La cedolare secca è riservata esclusivamente a persone fisiche proprietarie di immobili residenziali affittati per uso abitativo ad altre persone fisiche. Sono esclusi gli affitti commerciali, quelli a società e i contratti per uso turistico professionale. 

L'opzione per la cedolare secca deve essere comunicata attraverso: 

  • Registrazione del contratto: l'opzione va indicata nel modello RLI al momento della registrazione. 
  • Comunicazione all'inquilino: è necessario informare l'inquilino della scelta effettuata. 
  • Dichiarazione dei redditi: il reddito da cedolare secca va comunque indicato nella dichiarazione annuale. 
     

L'opzione può essere esercitata anche negli anni successivi alla stipula del contratto, purché avvenga entro i termini per il pagamento dell'imposta di registro dell'annualità di riferimento. 

Pagamento della cedolare secca: scadenze e modalità

Il pagamento della cedolare secca segue il sistema degli acconti e saldi: 

Acconto: non dovuto se l'imposta annua è inferiore a 51,65 euro. Per importi superiori: 

  • Fino a 257,52 euro: versamento unico entro il 30 novembre 
  • Oltre 257,52 euro: prima rata (40%) entro il 16 giugno, seconda rata (60%) entro il 30 novembre 

 
Saldo: deve essere versato entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di competenza. 
Il versamento avviene tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici per la cedolare secca. 

Quando la cedolare secca conviene davvero

La convenienza della cedolare secca dipende da diversi fattori che ogni proprietario deve valutare attentamente: 

  1. Livello di reddito personale: i contribuenti con redditi elevati (oltre i 28.000 euro annui) traggono maggiori vantaggi dalla cedolare secca, poiché evitano le aliquote IRPEF più elevate. 
  2. Tipologia di contratto: i contratti a canone concordato offrono il massimo vantaggio con l'aliquota ridotta del 10%, particolarmente conveniente in comuni ad alta tensione abitativa. 
  3. Situazione familiare: è importante considerare l'impatto sull'ISEE e sulla perdita di eventuali detrazioni per carichi familiari.
  4. Prospettive di mercato: in contesti dove si prevede una crescita dei canoni, la rinuncia agli aggiornamenti potrebbe ridurre i vantaggi nel lungo periodo. 

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